|
Ecco tutti i comunicati in risposta alla polemica scatenata da Il Tirreno sulla questione Fortezza dal Basso e rumore -----------Tirreno-Paolini: che accoppiata! Come in ogni occasione di eventi organizzati dal movimento non potevano mancare come appendice i commenti infamanti del Tirreno e di Maurizio Paolini, presidente della Circoscrizione2. Del Tirreno ormai c’è poco da dire, dopo lo scorso anno che definì la Sagra del Precario in Fortezza un Rave Party, quest’anno non ha cambiato atteggiamento: silenzio assoluto nei 9 giorni di manifestazione (non ha mai pubblicato il programma delle iniziative che gli veniva inoltrato quotidianamente) ma prima pagina il 3 maggio su una pseudoaggressione all’uscita della Fortezza e mezza pagina a Paolini il 4 maggio per criticare l’evento. Noi questo lo mettiamo sempre in conto e non ci aspettiamo niente da un giornale asservito al potere e che fa della cronaca spicciola il proprio cavallo di battaglia.
Più complesso invece il discorso su Maurizio Paolini, ex bimbo di bottega del Pci che nel declino della classe politica di questa città si è ritrovato a fare il presidente di Circoscrizione. Non è la prima volta che apre bocca a vanvera: lo fece già in occasione dell’arrivo di Borghezio nel 2006 quando lottò strenuamente per il diritto di parola del nazileghista. Lo ribadì nell’estate del 2007 quando chiese lo sgombero del Refugio durante Effetto Venezia e quando fu zittito dal sindaco dopo commenti in stile leghista su via Terrazzini. Insomma, un bel curriculum che è culminato con l’intervista del 4 maggio scorso su il Tirreno dal titolo: Paolini contro gli antagonisti: «Un atto di prepotenza». Il nostro solo atto di prepotenza è quello di rendere fruibile uno spazio che, per colpa dello stesso Paolini e di un’amministrazione che da anni spende soldi per lavori infiniti e senza progetti, adesso è chiuso. Gli ignobili atti vandalici alle finestre della Sala degli Archi e ai quadretti elettrici sono solo una piccolissima causa delle chiusura. La Fortezza è abbandonata da anni pur essendo l’unico spazio verde in una circoscrizione ormai cementificata e fuori legge nel rapporto fra abitanti e metri quadri di verde. Noi trasformiamo ciò che voi abbandonate in qualcosa di vivo e fruibile da tutti. Noi non costiamo nulla alla collettività, a differenza del signor Paolini e il suo lauto stipendio da presidente. Noi siamo prepotenti per quanto questa gente è incompetente. Paolini si ricorda solo per interventi che chiedono polizia o silenzio. L’unica volta che è stato propositivo, ha chiesto il trasferimento dei piccioni di Piazza della Repubblica in Fortezza Nuova. Non c’è altro da aggiungere. La musica nel prato è sempre stata spenta rigorosamente a mezzanotte e mezzo ed i concerti erano previsti solo nel fine settimana. Nessun abitante del Pontino è venuto a lamentarsi, anzi, moltissimi hanno anche appeso alla finestra le bandiere rosse che avevamo messo nelle cassette della posta per festeggiare il primo maggio. E’ del tutto fuori luogo mescolare una situazione come la nostra con quella di locali aperti tutto l’anno. Serve rispetto per tutti, Paolini però si ricordi che è presidente di una circoscrizione al cui interno c’è un quartiere come La Venezia che è stato al centro della più grossa speculazione immobiliare del dopoguerra. Se le case nel quartiere ora valgono oro è anche perché il quartiere si è rivalutato con locali e movimento notturno annesso. Alla Scopaia c’è silenzio ma le case valgono la metà. Apprendiamo dalle colonne del Tirreno dello stesso giorno che fra un mese scadrà il mandato del signor Paolini e che non verrà ricandidato alla circoscrizione. Probabilmente le dure parole nei nostri confronti saranno state dettate anche dal nervosismo e la preoccupazione di un uomo a cui toccherà tornare a lavorare dopo tanto tempo. Buona fortuna. Movimento Antagonista Livornese
---------- Lo "sceriffo Paolini" contro la Fortezza dal Basso Ci risiamo. Ancora una volta Maurizio Paolini, presidente della Circoscrizione 2 del Comune di Livorno, non ha perso l'occasione per mostrare il volto duro della legge. In questi anni il signor Paolini ha mostrato soprattutto la volontà di far rispettare la LEGALITA', cercando di garantire l'ordine e la disciplina, attraverso criteri improntati alla deriva sicuritaria ormai dominante nel nostro belpaese. E così l'abbiamo visto protagonista nei panni dello sceriffo nei confronti dei movimenti antagonisti e di alcune occupazioni finalizzate alla riqualificazione e rivitalizzazione di luoghi dimenticati e trascurati (si pensi ad esempio alla ferma contrapposizione nei confronti di una delle migliori realtà livornesi come il Teatro del Refugio), verso i migranti e le realtà che si operano per una migliore convivenza interazione (si veda il suo "pugno duro" nei confronti di alcune associazioni del quartiere di Sant'Andrea) e non possiamo dimenticare la sua "lotta" contro il degrado urbano come i volantini abusivi. Ovviamente venendo meno di fronte alla disertificazione del centro, alla chiusura sistematica di negozi e cinema, all'apertura di parcheggi in centro ecc. Il signor Paolini ha di fatto ignorato l'impoverimento delle zone che rigurdano proprio il suo ambito circoscrizionale, assumendo quasi sempre posizioni "verticistiche" e mai provando a misurarsi con pratiche e metodologie partecipative. E non ci riferiamo a quelle "istituzionali" calate e telecomandate dall'alto, ma a quelle reali, promosse dal basso. Figuriamoci quindi se proprio il nostro "sceriffo" poteva simpatizzare con una manifestazione come "Fortezza dal Basso", promossa e organizzata dal movimento antagonista livornese ma non solo, visto la volontà e la capacità di aprire a tutte le altre realtà territoriali. Basta guardare i programma dei 9 giorni per rendersi conto di quanto fosse ricco e variegato, anche grazie al coinvolgimento reale di varie realtà e la volontà di affrontare vari temi, fra i quali anche quella della partecipazione. Ma che evidentemente Paolini ignora e teme, limitandosi ad apprezzare quella del sistema egemone a Livorno: da qui le sue parole di apprezzamento per l'ARCI (nota realtà non allineata con chi governa a Livorno) e per le varie iniziative promosse dal Comune e affini. In questi casi tutto è normale e permesso, dimenticando che ad esempio la festa del partito a cui Paolini appartiene impegna per intere settimane spazi pubblici creando disagi e problemi ai cittadini. Per non parlare di Effetto Venezia... Ma ovviamente un conto è se è il Potere a organizzare, un altro è se sono altre realtà. Ovviamente Paolini non ci dice quanto poco sia stata valorizzata la Fortezza Nuova (che fa parte del suo territorio di competenza) durante il suo interregno, quanto sia stata aperta e rivitalizzata. Si limita a cadere nel ridicolo quando afferma che la chiusura (l'ennesima) è stata necessaria perchè i soliti vandali hanno rotto i quadri elettrici. E di fatto per questo si è pensato bene di non ripristinarli e di lasciare un luogo così importante chiuso. Ma forse Paolini aspetta l'organizzazione di ronde e vigilanti 24 ore su 24 per rimettere tutto a posto. Nel frattempo continuiamo a consolidare le piazze e le strade deserte, nel nome della quiete e dell'ordine pubblico. Ci dispiace per i cittadini che per una o due sere hanno avuto disagi, ma siamo convinti che la manifestazione della Fortezza dal Basso sia ottimamente riuscita, senza particolari problemi di ordine pubblico. Garantendo per alcune sere vivacità e dinamicità, confronto e buone opportunità di socializzazione e di aggregazione. Oltre che un raro esempio di costruzione di un progetto con metodi e prassi partecipative. Peccato che Paolini non si sia mai fatto vedere: forse avrebbe imparato qualcosa di nuovo. APPL - Assemblea Permanente per la Partecipazione a Livorno
---------- Per quanto possa servire comunico la mia testimonianza. Scrivo questa lettera in risposta alle dichiarazioni del signor Paolini. Mi chiamo Emiliano Nigi sono il cantante dei Carneigra gruppo che si è esibito in fortezza nuova giovedi 30 aprile all'interno dell'iniziativa Fortezza dal basso. Premetto che sono un trentacinquenne, dunque non giovanissimo e che non appartengo a nessuna fazione o partito politico. Mi duole, come cittadino e come musicista leggere le parole del signor Paolini riguardanti la gestione dell'iniziativa in Fortezza. Per quanto mi riguarda devo dire che i concerti all'esterno sono stati gestiti con estrema serietà e disciplina da parte degli organizzatori. Io stesso sono stato bonariamente redarguito perchè abbiamo finito di suonare 10 minuti dopo la mezzanotte; prima dell'ultimo pezzo uno degli organizzatori è puntualmente venuto a farmi notare che dovevamo smettere perchè era tardi e si poteva disturbare il vicinato. E così è stato. Mi duole inoltre leggere che invece di sottolineare la valenza di un'iniziativa che ormai da anni apre uno spazio pubblico, da tempo lasciato dall'amministrazione completamente in disuso, proponendo iniziative, dibattiti, concerti, insomma facendone per qualche giorno un luogo di aggregazione e di socializzazione, così rari in questa città, si lasci spazio alle solite polemiche che caratterizzano purtroppo da sempre la nostra città. L'importante è la tranquillità dei cittadini (quanti poi? 10,20, 100) in quanti si sono lamentati per il presunto baccano delle sere scorse? Ma quanti altri cittadini sono stati presenti in fortezza nei giorni passati? Sono stati contati? Credo sinceramente che il numero sia decisamente a favore dei "festanti" e non dei "dormienti". Ovviamente non intendo dire che il numero legittima il disturbo, assolutamente no, però credo che ci possa essere un pò più di tolleranza, visto che si è trattato di pochi giorni e che le affluenze maggiori sono state durante il fine settimana quando in pochi si devono svegliare per andare a lavorare. Ma forse mi sono addentrato in questioni tortuose dove il torto e la ragione stanno da entrambe le parti. Trovo inoltre veramente singolare che si parli di "mancato rispetto", di atto di "prepotenza" riferendosi al comportamento degli "antagonsti" in una città con una amministrazione comunale che opera illegalmente scelte per i propri cittadini senza neanche interpellarli (vedi progetto rigassificatore). Certo! E concludo, investiamo sulla sicurezza e continuiamo a fare una politica di destra e continuiamo ad andare contro ai cittadini che producono cultura e continuiamo a limitare gli spazi di socializzazione e di incontro e di confronto e continuiamo a tenere chiusi gli spazi pubblici, ma per favore, allora smettiamo di chiederci perchè la maggior parte degli italiani ha votato Silvio Berlusconi e perchè in questa città la cultura è spesso solo un ricordo antico. Emiliano Nigi
|
Commenti