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 Stamani è morto Alfredo Bicchierini, compagno livornese, operaio e portuale, uno che dava e non chiedeva. E infatti non volle sapere molto su quei ragazzi e quelle ragazze incontrate alla fine del primo corteo del movimento spontaneo, quando Livorno tentava di ridare voce alla lotta per gli spazi sociali. Era il 1999.
Chiese solo se avevano un posto dove riunirsi, ragazzi e ragazze dai quindici ai diciotto anni, ancora dei mezzi sconosciuti dai propri coetanei ma subito entrati nelle grazie di un vecchio con la faccia sporca di sole. "No, ci riuniamo per strada". Dal mercoledì successivo e fino all'occupazione del centro sociale Godzilla nel novembre 2001, il movimento spontaneo ebbe un posto dove incontrarsi, perchè Alfredo chiese a Franco Abrams che fosse messa a disposizione "La Botteghina" di via Roma, tavoli di legno e tante sedie intorno, a volte più di cinquanta e qualche fiasco di vino rosso. Il vecchio con la pipa interveniva raramente, discorsi lunghi, appassionati e generosi. Preferiva ascoltare. Ci siamo compattati intorno agli stessi concetti: autonomia e autogestione, senza gerarchie e con tanto spirito di ribellione. Perchè era l'ora che i compagni ricominciassero a riempire di musica e rabbia le strade della città. E quando questa musica e questa gioiosa rabbia si è espansa e chi l'ha seguita è cresciuto con altre occupazioni e progetti, cortei e comitati, Alfredo era sempre lì, dava e non chiedeva. Ma nessuno ha dimenticato che è stato il primo ad ascoltare quella musica che per l'Alfredo non era rumore, ma il battito della vita stessa. E alzò il volume.
Ti abbracciamo,
la redazione di Senza Soste
e tutto il movimento livornese
Livorno, 29 aprile 2009 http://www.senzasoste.it/la-mia-citt-/ciao-alfredo-un-sognatore-che-dal-silenzio-.sapeva-gri-2.html
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