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Il Coordinamento Studentesco Livornese è un'assemblea che da anni è luogo di confronto e di autonoma organizzazione per gli studenti che vi partecipano e che intendono impegnarsi in una azione politica sulle questioni affrontate collettivamente. Il Coordinamento Studentesco Livornese si e' schierato, negli ultimi anni, contro quel processo politico ed economico che investe l'intero settore della formazione, ed in particolare la scuola secondaria superiore, del quale i provvedimenti del governo sono solo gli ultimi devastanti tasselli. Ci siamo infatti opposti alla “Riforma Moratti” e alla “politica del cacciavite” di Fioroni, che venne operata dal governo Prodi in modo da permettere quei provvedimenti che adesso vediamo realizzarsi. Non deve essere dimenticato che fu il Governo di Centrosinistra a sancire la possibilita' di trasformazione degli istituti medi superiori statali in fondazioni private ed a permettere l'ingresso dei privati nei Consigli d'Istituto. Quindi la possibilita' di trasformazione degli Atenei pubblici in fondazioni private e l'ingresso dei privati nell'amministrazione, come previsto dalla legge 133, non e' che un completamento di cio' che era stato anticipato dal precedente Governo. Con questo intendiamo sottolineare che opporsi ora, ai tagli alla scuola e alle leggi 169 e 133 non puo' essere fatto se non contestando l'intero processo di cui fanno parte; quello iniziato molti anni fa con l'autonomia scolastica, con l'aziendalizzazione della scuola e la riduzione degli studenti, unica componente viva del processo educativo, ad una semplice utenza. La nostra e' quindi una opposizione alla 133 e alla 169 che non vuole un “ritorno al vecchio”, ma vuole una scuola ed una formazione libera dagli interessi del governo e delle imprese, libera dalla selezione di classe. Quello che vogliamo e' una formazione che ci appartenga, una formazione che non risponda alle esigenze dettate dal mercato del lavoro, che non sia finalizzata alla creazione di individui da sfruttare nel mondo del lavoro, sia precario che stabile. Per questo ci definiamo apartitici, perche' ogni partito e' complice di questa politica scolastica ed economica, ed un appoggio alle nostre proteste puo' venire solo con una condivisione totale della nostra lotta e dei suoi contenuti. Per questo il nostro e' un movimento politico, perche' prende posizioni politiche chiare, perche' conduce una azione politica coerente nella sede naturale della politica: la piazza. Ed e' proprio nelle piazze, nelle strade, nelle scuole, nelle facolta', nei quartieri popolari che abbiamo portato e continueremo a portare i contenuti della nostra protesta.
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